CHIESA "SANTO GIOVANNI XXIII"

LA STORIA DELLA CHIESA "SANTO GIOVANNI XXIII"

L’idea di costruire la chiesa a Porto S. Margherita nasce a metà degli anni ‘ 80, quando il Comune di Caorle approvò la lottizzazione dell’area che si estende fra Porto S. Margherita e Duna Verde.
Il primo progetto su questa area, messa a disposizione dal Comune di Caorle fu redatto su incarico dell’allora parroco don Luigi Breda, ma subì un improvviso arresto nel momento in cui l’iter dell’urbanizzazione venne interrotto da motivazioni amministrative.
Nel 2000 il nuovo parroco don Antonio Gusso decise di abbandonare il primo progetto e affidarci l’incarico per la stesura di un secondo progetto, anch’esso redatto, approvato, ma poi per motivi fi-nanziari, mai realizzato. Solo nel 2006 la presentazione di un terzo progetto ottenne i finanziamento della Conferenza Episcopale Italiana e nel Gennaio 2008 iniziarono i lavori. La progettazione di questa chiesa ha dovuto tener conto di alcune peculiarità dell’area di Porto S. Margherita e Duna Verde; la struttura infatti doveva funzionare sia durante il periodo invernale, quando il numero di fedeli è limitato, sia nel periodo estivo durante il quale la zona è popolata da alcune decine di migliaia di turisti.
Fu ideato quindi un ampio porticato, così da consentire la partecipazione alla messa domenicale a un numero maggiore di persone, rispetto a quello che avrebbe consentito la sola aula della chiesa. La realizzazione dell’atrio ha inoltre la finalità di aprire l’aula della chiesa verso il sagrato, luogo di incontro fra il popolo di Dio e il mondo e contemporaneamente di dare la dimensione verticale e quindi divina al fedele che, passando dal sagrato attraverso il porticato, si prepara ad accedere all’aula, aiutato dalla lettura delle artistiche vetrate, che riproducono la storia della Salvezza. La scelta delle sorgenti di luce non è casuale. Nelle navate destra e sinistra due sorgenti di luce discensionali illuminano il Battistero e il Tabernacolo, significando che dall’alto provengono i doni del Battesimo e dell’Eucarestia. Un’altra sorgente di luce verso l’alto è posta nell’abside ed illumina il grande Crocifisso. E’ la luce della fede, generata dal battesimo ed alimentata dall’Eucarestia, che, attraverso Gesù Salvatore, ci conduce al Padre. Nemmeno la scelta dei colori è casuale, ma dettata dalla tipicità del sito con il quale interagisce la chiesa: il colore ocra vuole ricordare il litorale sabbioso, il marrone è il colore della terra, mentre gli azzurri suggeriscono le immagini del cielo e del mare. Si è voluto inoltre progettare il complesso dotandolo di una accessibilità generale, perché questa chiesa fosse proprio per tutti. Il complesso parrocchiale poi è costituito non solo dalla chiesa ma anche dalla canonica, che può offrire ospitalità a 3-4 sacerdoti. Accessibili dal chiostro interno vi sono poi 6 aule per la catechesi e una ampia sala multiuso al primo piano, avente la capacità di 90 persone.

I lavori sono stati eseguiti dall’impresa Edilizia Doretto & Buoso di Brian di Eraclea., laTermoidraulica dalla Gerotto di Caorle e l’impianto elettrico dall’impresa Elettrica Friulana di Sedegliano.
Le vetrate poi sono state realizzate da ARTE POLI di Verona,i banchi dalla Genuflex di Maser. I progettisti e direttori dei lavori sono stati il sottoscritto ing. Giovanni Padovese e il collega arch. Giuseppe Ponticelli, che ringrazio personalmente per aver fatto questa scelta architettonica e per averla seguita con il suo preciso e scrupoloso lavoro.
Crediamo di aver rispettato i tempi, che Sua Eminenza ci aveva fissato l’ 10.12.2006. E’ stato difficile, ma ce l’abbiamo fatta, anche se alcuni piccoli lavori di finitura, come potete vedere, non sono ancora completati.

Un sentito ringraziamento a tutte le imprese, che hanno prestato la loro opera e a don Antonio, che con la sua sollecitudine, è sempre stato vicino.

 

RELAZIONE ARTISTICA DELLE VETRATE DELLA CHIESA

Le vetrate di facciata


Secondo i suggerimenti della committenza si sono rappresentati sulle vetrate della parte superiore episodi del Vecchio Testamento: a destra il patriarca Mosè, a sinistra il patriarchi Abramo e Noè; nella parte inferiore episodi del Nuovo Testamento: in particolare la Preghiera di Gesù nell’orto, la Crocifissione, la Resurrezione, la Cena di Emmaus e la Pentecoste.






VETRATE PARTE SUPERIORE DESTRA B4 – B5
– Mosè e il passaggio del Mar Rosso

Mosè è rappresentato mentre con gesto imperioso della mano e con l’aiuto di Dio, “reso” dalla forte luce gialla che dal cielo si “appoggia” sul suo braccio, tiene la grande massa d’acqua ferma in modo da permettere il passaggio degli Israeliti. Nell’altra mano, il bastone, impugnato come scettro e simbolo del comando

 

 

 

 

 

 

VETRATE PARTE SUPERIORE SINISTRA B1 – B2 – B3– Abramo e Noè

Abraham, il nome che gli viene dato da Dio in luogo del suo nome Abram, significa precisamente “padre di una moltitudine”. Uomo di grande fede, la sua figura qui rappresentata è quella di un anziano venerabile, un grande patriarca, con lo sguardo rivolto al cielo stellato: a lui Dio a promesso un figlio, una discendenza numerosa e il possesso di una terra… “Guarda il cielo e conta le stelle, se le puoi contare” e soggiunse “ Tale sarà la tua discendenza…” … “Io sono Dio onnipotente: cammina davanti a me e sii integro. Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò numeroso molto, molto” . Abramo è l’uomo che ha creduto malgrado tutto. A lato la fiamma dell’alleanza con il fumo che sale verso il cielo: il “colloquio” con Dio è reso da una luce che dal cielo scende fino ad “entrare” in Abramo circondandolo in un’aureola luminosa. Noè, l’altro patriarca, raffigurato anch’egli avanti negli anni e con lo sguardo verso il cielo in cui appare l’arcobaleno che assieme all’arca gli fa da sfondo. E’ terminato il diluvio e Noè è uscito e vede l’arcobaleno simbolo dell’alleanza con Dio: “…l’arco sarà sulle nubi e io guarderò per ricordare l’alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra”. Come Dio ha salvato Noè dalle acque del diluvio per mezzo dell’arca, così Gesù salverà gli uomini attraverso le acque purificatrici del battesimo, riunendoli nella sua chiesa.

VETRATE DI FACCIATA INFERIORI L1 – L2 – L3 – Nuovo testamento

Preghiera di Gesù nell’orto degli ulivi:
“La mia anima è triste fino alla morte”, Gesù solo prega: “In preda all’angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano per terra”. La drammaticità di questo momento è rappresentata dalla figura di Gesù, uomo solo che prega, le ali dell’angelo “consolatore” mandato dal Padre fanno intravedere nella fascia rossa “il calice” che ha accettato di bere fino in fondo.

Crocifissione
L’episodio seguente della Crocifissione è interpretato anche come la visione che Gesù ha di quello che doveva accadere, egli vede e sente il peso di questo “calice” , la cromia rossa del braccio della croce si prolunga e circonda Gesù in un’aureola che diventa rossa e vicino al volto, si raccoglie in gocce di sangue. Al Gesù inginocchiato e raccolto in preghiera nell’orto degli ulivi, nella Crocifissione dalla immaterica “croce di sangue” allarga le braccia mostrando le mani trapassate dai chiodi, quasi un abbraccio all’umanità, rappresentata da Maria, sua e nostra Madre e da Giovanni. In basso la croce “fiorisce”, un raggio di luce fa germogliare una nuova pianta, la speranza di nuova vita.

La Resurrezione
Nella parte centrale è stato rappresentato l’episodio più importante della fede cristiana; Gesù benedicente mostra le sue ferite sul corpo risorto trapassato dalla luce che lo alza verso il cielo. A lato la pesante pietra rotolata mostra il sepolcro vuoto reso dalle cromie grigie. Su di esso è seduto un angelo dalle bianche vesti, annuncia che Gesù non è più li ma è risorto. Sul lato sinistro “il braccio” della croce è diventato luminoso, la morte è stata vinta.

Cena di Emmaus
“Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero”. Gesù è seduto con i due apostoli e sta mangiando con loro, egli è raffigurato mentre spezza il pane, lui stesso è “inserito” in una forma che lo richiama e fa diventare lui stesso pane; sotto un calice raccoglie il vino – sangue. La frazione del pane è un gesto eucaristico che ripete il gesto compiuto da Gesù durante l’ultima cena. Il fondale dal giallo al verde luminoso è un richiamo all’albero che rinverdisce alla nuova vita con Cristo si rinasce e trasforma la persona.

Pentecoste
In questa vetrata è raffigurato il momento della discesa dello Spirito Santo, “Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano e si posavano su ciascuno di loro”. La comunità cristiana riunita in preghiera con la Vergine Maria, riceve il battesimo dello Spirito, l’azione rinnovatrice di Dio che stupisce e che battezza con il fuoco e fa sorgere di continuo realtà nuove nella sua Santa Chiesa. Il cromatismo dominante dei rossi, evidenzia questo soffio di fuoco che avvolge e penetra nelle menti dei presenti portando luce, le stesse vesti di Maria, mosse da questo “vento” sono rosse, Lei è la madre della Chiesa, la Pentecoste è la festa della nascita della Chiesa.

Vetrata A3: Primo giorno della Creazione

“Sia la Luce!”…e separò la luce dalle tenebre. Nella parte sinistra è ancora tutto fermo, buio, incerto, come l’abisso, ma viene trapassato dai raggi della luce che, nella parte destra della vetrata, si staglia ed emerge lucente.





Vetrata A2: Secondo giorno della Creazione


“Sia il firmamento!”…e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che son sopra il firmamento. La parte superiore è una volta celeste che secondo la credenza antica era vista come cupola che sostiene le “acque superiori”.

 

Vetrata A1: Terzo giorno della Creazione

“Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto….la terra produca germogli…”. La massa delle acque prende il suo posto e il mare si ritira lasciando comparire l’asciutto, la terra. Su questa compaiono differenti germogli e alberi, “ciascuno secondo la sua specie…”. A questi primi tre giorni dove Dio crea dal nulla, nei successivi tre giorni Dio “adorna” di creature gli orizzonti creati, disseminando in essi:la luce del firmamento (gli astri), gli uccelli e i pesci, gli altri animali e , infine, crea e colloca in questo giardino l’uomo e la donna.

Vetrata A4: Quarto giorno della Creazione:

“Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle…” Il blu scuro della parte destra della vetrata è rischiarato dalla grande luce pallida della luna e dalle stelle per regolare la notte; nell’altro lato si forma il globo di luce del sole per regolare il giorno.



Vetrata A5: Quinto giorno della Creazione.

Compaiano le prime forme di vita animale(secondo la loro specie). “Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra…”. L’ aria si popola di esseri viventi, le ali degli uccelli si librano nel cielo, sotto, nel mare, tra le onde compaiono i grandi mostri marini e pesci di ogni genere.



Vetrata A6: Sesto giorno della Creazione.

“Dio creò l’uomo a Sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Nella rossa terra Adamàh (con cui l’uomo e la donna vengono plasmati da Dio -da cui il nome Adamo-), si delineano le due figure che grazie all’alito di vita, al soffio di Dio nelle loro narici diventano esseri viventi.


Tutte le sei lunette sono attraversate al centro dal raggio creatore di Dio Padre, che esse pervade con la Sua presenza.

VETRATA DI SEPARAZIONE DELLA CAPPELLA FERIALE E PORTA D’INGRESSO E1 – E2


Nel realizzare questa chiusura si è risposto all’esigenza della committenza di avere una fascia trasparente centrale che permetta la visione e la partecipazione alla messa dell’aula principale da parte delle mamme e dei bimbi dalla cappella feriale. Nelle vetrate, una fascia bassa dalle cromie dei blu, diviene centralmente gialla luminosa e trasparente, stemperandosi poi verso l’alto negli azzurri tenui.

BUSSOLE D’INGRESSO LATERALE I1 – I2



Nelle vetrate dei due accessi laterali all’aula della chiesa, un disegno astratto dalle cromie degli azzurri è attraversato da fasci luminosi dalle tonalità luminose dei giallo – bianchi, è la luce di Dio che colma e rischiara i cuori e gli animi di coloro che si accingono a varcare la soglia di questo luogo sacro.


 

VETRATE DELLA CAPPELLA DELLA MADONNA H1 H2

Nelle due vetrate che illuminano la cappella laterale della chiesa adibita al culto della Vergine Maria, sono state sviluppate in modo simbolico astratto simbologie mariane: nella vetrata più grande s’intravede la figura di “luce” della Madonna con Gesù Bambino tra le braccia. La policromia dei vetri azzurri si estende come un mantello, il manto della Vergine ha spesso questo colore, oltre al suo carattere di Immacolata, traduce il concetto della maternità divina: “Lo spirito Santo scenderà su di te e stenderà su di te la Sua ombra… la potenza dell’Altissimo”. Nella vetrata di forma quadrata, un grande globo luminoso avvolto dall’azzurro del cielo diviene simbolicamente l’Universo intero del quale la Vergine Maria è la protettrice suprema.


VETRATA DEL CONFESSIONALE G3

In questa stretta vetrata, uno squarcio di luce irrompe dal bruno della terra a simboleggiare la liberazione dai peccati dall’animo degli uomini attraverso la confessione.

 

 





VETRATA DEL CORO G4

Su uno sfondo rosso la pergamena, attraversata da un fascio di luce “brucia” e fa ardere su di essa le note musicali che accompagnano le lodi in un inno di ringraziamento perenne a Dio che come scintille di un fuoco volano verso l’alto.

 





 

VETRATE LATO ALTARE C1 – C2

Le due lunghe vetrate poste ai lati dell’altare, vengono percorse da strisce dalle cromie dei rossi su fondo neutro, tali fasce di colore simbolicamente collegano la terra al cielo e sottolineano attraverso le intense tonalità la presenza salvifica di Cristo sull’altare e il suo estremo sacrificio sulla croce. La luce che filtrerà da queste vetrate diverrà riflesso luminoso che si “riverserà” sull’altare.

 

 





VETRATE LATO AREA PRESBITERIALE P1 – P2

In queste due vetrate sono stati rappresentati in modo simbolico astratto i simboli eucaristici. A destra guardando l’altare, è simboleggiato un calice avvolto da fasci luminosi, nel quale e dal quale sgorgano gocce di vino/sangue, mentre a sinistra un pane dorato e una bionda spiga rimandano all’immagine dell’Eucarestia e all’Ultima Cena.





VETRATE DELL’AREA PRESBITERIALE CAPPELLA FERIALE D1–D2–G1-G3

Queste vetrate fanno quasi da aureola alla zona presbiteriale della cappella laterale; la parte centrale sopra l’altare è uno squarcio di luce, la luce della resurrezione, la morte è vinta dalla vita; ai lati la luce diventa la fiamma del roveto, la presenza salvifica di Dio in mezzo a noi.

 

 

 





 

VETRATE LATERALI DELLA CAPPELLA FERIALE F1 – F2

Nelle due vetrate che illuminano l’area presbiteriale della cappella sono stati rappresentati in modo simbolico i simboli eucaristici. I segni che evocano le messi di grano immerse nella luce dorata, si trasformano lungo le vetrate nei grappoli d’uva della vigna che prosegue sopra il campo dorato. L’uva “diviene” poi vino e allo stesso tempo si trasforma simbolicamente in una goccia di sangue proprio a evocare il sacrificio di Cristo sulla croce. La scelta cromatica, fa vivere anche dall’esterno simbolicamente il luogo proprio della custodia eucaristica. Le calde cromie di queste vetrate “bagnano” simbolicamente di luce cangiante la cappella feriale.

 










LUCERNARIO DEL FONTE BATTESIMALE - N

La “luce” che proviene dallo Spirito Santo “come di bianca colomba” posto nel lucernario sopra l’area del fonte battesimale, illuminerà attraverso il caldo baluginio il rito del battesimo.

 

 

 

 






LUCERNARIO DI AULA

“Io sono la Luce” Nel lucernario che accompagna attraverso la sua luce lo sguardo del fedele verso l’altare è stato rappresentato in modo astratto un percorso che dal buio della notte porta alla luce splendente del giorno: dall’ingresso dell’aula i vetri dalle policromie dei blu - azzurri si trasformano lungo il cammino verso l’area presbiteriale nei bianchi - gialli luminosi a simboleggiare la presenza salvifica di Cristo sull’altare. Le fasce bianco – gialle luminose che percorrono lateralmente la vetrata, accentuano ancor di più il percorso simbolico, cromatico e liturgico dello sguardo del fedele verso l’area presbiteriale.

 

LA POSA DELLA PRIMA PIETRA

Posa della prima pietra 10 Dicembre 2006

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Consacrazione





















Alcuni link utili:

www.maranatha.it

www.patriarcato.venezia.it

www.lachiesa.it/liturgia

www.qumran2.net

 

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Parrocchia "Croce Gloriosa" , viale delle Rondini, 2 - Porto Santa Margherita - Caorle (VE) - e-mail : info@crocegloriosa.info
Telefono e Fax : 0421 / 260924 - Cellulare Don Giuseppe : 335.6262376
Chiesa "Santo Giovanni XXIII" - Dir. Lavori: Ing. Giovanni Padovese - Architetto: Giuseppe Ponticelli - Impresa: Doretto e Buoso srl
Parroco : Don Giuseppe SIMONI - AREA RISERVATA